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Mazzù/Siwula/Troja
D'istante3
(Slam Productions - UK, 2012)
 

"With interactive familiarity engendered by time, the three easily enmesh unique textures and timbres into a satisfying whole".
--Ken Waxman, The New York City Jazz Record, Jan.2013
http://www.nycjazzrecord.com/issues/tnycjr201301.pdf


"This trio combines forces with solid results...There is a playful and somewhat melodic quality to this even though it is fully improvised. A rarity for most free music"
--Bruce Lee Gallanter, Downtown Music Gallery
http://search2.downtownmusicgallery.com/lookup.cgi?item=2012_11_18_00_03_47


"Il ponte lanciato tra gli USA e l´Italia permette comunicazioni dal contenuto sorprendente...Questa nuova via è sorprendente ed in grado di funzionare soltanto grazie all´esperienza dei tre".
Vittorio Lo Conte, MusicZoom
http://www.musiczoom.it/?p=10004


"un lungo gioco di improvvisazioni da ascoltare tutto d'un fiato".
--Leonardo Lodato, JazzColours

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Luciano Troja
At Home With Zindars
(© Luciano Troja, 2010)


STEREOPHILE “RECORD TO DIE FOR” 2011
“…16 jewels strung together into a luminous arc of meditation”
Thomas Conrad, Stereophile - USA


“Critic’s Choice: Top Ten New Issues of 2010”
Cadence Magazine
- USA


“The 10 Best New Songs of the Year 2010”
"Earl And Bill" Luciano Troja, from "At Home With Zindars"
Ken Franckling’s Jazz Notes
– USA


“Questo è un meraviglioso tributo- Una delizia per le orecchie e per gli occhi.”

Earl Zindars Official Website - www.zindars.com

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"Troja ha l'intelligenza di non suonare alla lettera nè Zindars nè Evans: piuttosto ci gira intorno, illumina quella musica dal suo punto di vista e ci invita a scoprire la singolarità e la bellezza di questa musica"
Stefano Zenni, Il Giornale Della Musica

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““It is one of the better new piano CDs I have heard in a while.There are still many great up-and-coming artists emerging, but far fewer poets. Here is a chance to discover one.”
Maxwell Chandler,
Jazz Police, USA

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"Luciano's solo work is touching and deeply moving" CD Discovery of the Week”.

Marc Myers, JazzWax.com - USA

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“A perfect tribute to Earl Zindars”
Scott Yanow,
Los Angeles Jazz Scene, USA

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A CD to savor for many reasons“
Ken Franckling, Ken Franckling’s Jazz Notes.- USA

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"This is a loving project… listeners who know the Evans’ versions will admire Troja’s careful, tender lyricism, his delicate way with a melody, his harmonic variety, the sound he gets from the piano”.
Michael Steinman, CADENCE - USA

“An unexpected treasure trove of new musical delights”
Brad Walseth, JazzChicago.net, USA

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“Un disco exquisito… una de las voces pianísticas más originales e interesantes surgidas en los últimos años.” .

Marcelo Morales, El Intruso, Magazine De Otra Musica

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“A very beautiful gift for piano aficionados and for all those who love elegant music”
Roberta E. Zlokower,
Roberta On The Arts, USA

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"Non è solo un disco di jazz. E' un disco di musica pianistica nel senso più ampio del termine. Vi troviamo tutti gli ingredienti della grande musica per piano solo."
Rossella Del Grande, Jazzitalia

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“A marvelous performance..Troja's tribute to Zindars is not only relaxing and charming but intellectually challenging.”

Edward Blanco, Ejazznews, USA

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Un tributo reso con umiltà e onestà….Troja suona le proprie sensazioni attraverso la musica di Zindars.”.
Antonio Terzo,
JazzColo[u]rs


"Il CD è sontuoso. Di un bello apollineo nell’equilibrio, nella forma delle improvvisazioni, nella misura, nella luminosità del tocco."
Alfredo Restuccia, Nuovo Soldo.it

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"This is an important achievement and a treat for fans of the genial, evocative style that Zindars - and Troja- so successfully mine”
Alan Young,
Lucid Culture , USA

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“Dichiarazione d'amore quanto opera d'ingegno artistico”
Francesco Martinelli, Jazzitalia

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“Anyone who likes the piano for all the right reasons will have a friend in this one”
George Harris, The Jazz Messenger - USA


" Un bellissimo album. ...un progetto degno di questo nome"

Gerlando Gatto, A proposito di Jazz

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"Un disco di valenza sia documentale che artistica”
Amedeo Furfaro, Il Corriere del Sud

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“A solid, ambitious work”
Midwest Records, USA



“Beautifully placed and reflective“
Oscar Broomes, O’s Place- USA


“Sono molti i pregi musicali e culturali di questo accurato lavoro” 4 Stelle
Neri Pollastri, All About Jazz Italia


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“Se ei ole pelkästään jazzlevy, vaan siinä on mukana rehevällä tavalla koko pianonsoiton kirjo hienostuneesti laajimmillaan.”
Jouko Kirstilä, Jazzrytmit- Finlandia

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“An extraordinary labor of love… Troja is the perfect musician to take us on this journey”.
Don Netsky, Rochester City Newspaper - USA

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Luciano Troja- Giancarlo Mazzù

Seven Tales About Standards Vol.2
(Splasc(H) Records, 2009)


"I Migliori (secondo noi) dischi del 2009"
ALL ABOUT JAZZ Italy

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Segnalazione come “Miglior Disco dell’Anno”, “Migliore Formazione dell’Anno”, “Migliori Strumentisti dell’Anno”
Top Jazz 2009, MUSICA JAZZ:

“Un lavoro di rara finezza e intelligenza, dialogico e sofisticato…in un piacere continuo per l'orecchio e per la mente”
Neri Pollastri, ALL ABOUT JAZZ- Italy

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“Questo CD dovrebbe essere ascoltato da improvvisatori di qualunque credo musicale” Michael Steinman, CADENCE Jazz Magazine, USA

“Il tutto è immerso in una sorta di castità poetica, e lo spirito del tema non è mai forzato”
Giuseppe Piacentino, MUSICA JAZZ

“Il risultato musicale del CD è incantevole e affascinante, facendo di questa registrazione una raccolta delle melodie più belle da ascoltare tante e tante volte”.
Dr.Roberta Zlokower-
Roberta On The Arts, USA

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"Vincente la formula: vicina a un celebre incontro tra Jim Hall e Michel Petrucciani, con la complicità di Wayne Shorter, nel mitico Power of Three... ma è l'atteggiamento nei confronti degli standard che è particolare, ricco di fantasia, verve, gioia di suonare, di mettere a confronto questi brani leggeri americani con la formazione dei musicisti, con le loro multiformi esperienze in campo classico per Mazzù e jazzistico per Troja. Ed eccoli allora tirar fuori ancora qualcosa di nuovo, di inascoltato, da questi usatissimi canovacci"
Vincenzo Fugaldi-
JAZZITALIA

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“Una versione di Autumn Leaves che dice qualcosa di (molto) nuovo!... All The Things You Are: colossale rilettura! Due musicisti straordinari…entrambi hanno affrontato gli standards, che per molti sono intoccabili e immacolati, con una sorprendente e attraente squisita combinazione di rispetto e di ironia”.
Marcelo Morales,
EL INTRUSO Magazine De Otra Musica, Argentina

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Luciano Troja e Giancarlo Mazzù al “Metropolitan Room”, New York, 15 Aprile, 2009

“Mazzù e Troja hanno architettato una nuova concezione per l'esecuzione degli "standards". Il numeroso pubblico del Metropolitan Room era incantato, regalando grandi applausi alla fine di ogni brano”.
Dr.Roberta E.Zlokower ,
Roberta On The Arts - USA

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"Chi ha assistito al concerto di Luciano Troja e Giancarlo Mazzù, mercoledì scorso al Metropolitan Room a Manhattan, ha ascoltato vero jazz, quello americano per intenderci, in chiave melodica."
Donatella Mulvoni-
Oggi7/AMERICA OGGI - USA

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MAHANADA
Luciano Troja, Giancarlo Mazzù, Carmelo Coglitore, Carlo Nicita
Mannahatta
(Splasc(H) Records, 2008)

“Mannahatta è un disco originale, molto, come lo sono sempre i lavori di questi ottimi musicisti. Forse più apprezzati negli States che da noi. Come spesso succede a chi ha qualità, in Italia."
4- stelle****
Neri Pollastri,
ALLABOUTJAZZ - Italy

"Il Mahanada Quartet sa cosa vuole e sa cosa fa. E' acuto, libero e spregiudicato.
Manhattan, oltre ad essere riconosciuta per i suoi grattacieli, per la sua grande densità di popolazione, per un film (di Woody Allen) e per un formidabile poema di Walt Whitman, ora può contare su un altro omaggio: un disco straordinario, di una libertà non comune. Musica e altro".

Marcelo Morales, El INTRUSO Magazine De Otra Musica - Argentina

"Mahanada si esprime liberamente attraverso la tradizione "down-town streets", "Broadway" e il folklore italiano, in un multiculturale melting-pot di grande originalità".
Tobias Boecker, Jazz Podium, Germania

"Autori abituati a far convivere egregiamente il patrimonio della musica etnica con l’improvvisazione. Tanti stimoli in quest’ultimo album del Mahanada Quartet. Un disco molto vario da dove vien fuori molto bene la grande varietà compositiva del quartetto”
"Battiti", RAI, RADIOTRE

“Le tessiture musicali del quartetto sono fresche, in genere con una forte propensione melodica, condite dalla chitarra preparata di Mazzù. La messa a fuoco, si sposta spesso in modo imprevisto da musicista a musicista con un certo numero di passaggi in solo o in duo sparsi durante i brani.
Senza dubbio un avventuroso e coinvolgente set di libera improvvisazione, con un segno distintivo e un obiettivo quasi programmatico.”
Stuart Kremsky, CADENCE, USA

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Luciano Troja- Giancarlo Mazzù
Seven Tales About Standards
(Splasc(H) Records, 2006)

“L’approccio di Troja e Mazzù con gli standards è una delizia…come un rifacimento third stream di Undercurrent…immagina Herb Hellis che duetta con George Russell”
Nate Dorward,
CADENCE,USA

“ ENCUESTA 2006: Los 10 Favoritos CD’s.”
Marcelo Morales,
EL INTRUSO, Magazine De Otra Musica, ARGENTINA

“Non si tratta di due virtuosi che vogliono dimostrare la loro bravura. Si conoscono, si complementano, si divertono…versioni di incredibile impatto!”
Marcelo Morales,
EL INTRUSO, Magazine De Otra Musica, ARGENTINA

"Troja e Mazzù hanno magistralmente disegnato delle interpretazioni senza eguali degli standards più popolari".
Dr.Roberta E. Zlokower, Roberta On The Arts.com, USA

“Mazzù mescola un po 'di ragtime e un po’ di chitarra spagnola, senza scontrarsi mai con il jazz-style di Troja. Si tratta di una registrazione molto interessante che vale la pena di trovare"
Dave Howell,
RAMBLES, A Cultural Arts Magazine, USA

“Mazzù e Troja in un dialogo fitto, basato sul continuo scambio di ruoli (accompagnamento, solismo) e su una intesa empatica in grado di lavorare su ritmi e melodie con eleganza, in un fluire sonoro che mette a nudo il processo creativo”
Enrico Vita,
LA GAZZETTA DEL SUD

“Un piacevolissimo disco Jazz, da suggerire ai cultori dei dialoghi, dei grandi incontri, degli intrecci raffinati ma travolgenti"
Donato Zoppo,
MOVIMENTIPROG

“I due musicisti sono da acclamare per precisione, passione, e conoscenza… tutte le tracce si fanno apprezzare, come la fuga finale di "Take The A Train" in cui emerge tutta la validità tecnica dei due musicisti”
Giorgio Coppola,
GIORGIO COPPOLA.IT

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MAHANADA
Luciano Troja, Giancarlo Mazzù, Carmelo Coglitore, Carlo Nicita
Taranta’s Circles
(Splasc(H) Records, 2005)


“TOP TEN CD’s CRITIC’S CHOICE 2006 CADENCE, USA

“Registrazioni come queste fanno capire in che cosa è realmente speciale il jazz italiano. Quando i musicisti non suonano per imitare il jazz Americano, ma sostituiscono piegando le radici afro-americane della nostra musica con la loro propria tradizione, generano (come Django fece negli anni ’30) qualcosa di nuovo e originale, ma che chiaramente rimane Jazz.
Per quelli con le orecchie aperte, Taranta’s Circles è degno di essere cercato.
Phillip McNally,
CADENCE, USA

“I MIGLIORI CD (SECONDO NOI) DEL 2006” ALLABOUTJAZZ, Italia

“I quattro creano situazioni inattese e sorprendenti, affiancando i ritmi e i canti popolari a sonorità ”altre. Una bella conferma per una delle più interessanti formazioni di musica contaminata del nostro paese.”
4- stelle****
Neri Pollastri,
ALLABOUTJAZZ

“Basta ascoltare il loro cd Taranta's Circles, crogiolo di intuizioni jazz-etnico-acustico-elettroniche, per capire che volano alto.”
Antonio Lodetti
, IL GIORNALE

“…l’interesse rimane intato per tutto il CD, con dei momenti decisamente sublimi, tanto da farmi domandare…ma da quanto tempo sono attratto dalla “tarantella”?”
Marcelo Morales,
EL INTRUSO Magazine de Otra Musica, Argentina

“Un affascinante ed avvincente CD, che piacerà agli ascoltatori di jazz, folk e world music, e a chiunque sia pronto ad ascoltare qualcosa di diverso e creativo”
Dave Howell,
RAMBLES, USA

“Tra le cose più interessanti dell’edizione 2007 del Festival la pizzica-jazz del Mahanada Quartet formazione che affronta con grande versatilità i differenti generi e che fa coesistere strumenti tradizionali con sintetizzatori ed elettronica”.
Stefano Prestisimone,
IL MATTINO

“Il Mahanada Quartet ha sorpreso tutti con le sonorità alla Oregon trasposte al Mediterraneo. Sorprendente la rimescolanza tra pizzica, tarantella e musica contemporanea improvvisata”
Biagio Coscia,
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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MAHANADA
Luciano Troja, Giancarlo Mazzù, Carmelo Coglitore, Carlo Nicita
[uno]
Ethnoworld, 2004

“Mahanada, ovvero una fusione libera e istantanea di temi e suggestioni, L'ispirazione e' quella di una musica senza confini …caratterizzata da un piu' alto tasso di rischio, creativita', improvvisazione dalla costante attenzione al confronto/contrasto tra i suoni …un disco coraggioso e apprezzabile per la liberta' espressiva e per l'assenza di frontiere musicali”
Neri Pollastri,
ALLABOUTJAZZ

“…già dal primo pezzo l’anima dell’ascoltatore viene preparata ad una contemplazione mistica. Un percorso spirituale tra Africa e India..e a portarci nei territori infuocati dell’Egitto sarà il pezzo conclusivo Desert’s wind, registrato dal vivo agli esordi dei Mahanada,”
Angelo Abbonante,
JAZZ CONVENTION

“L'interessante progetto che si cela dietro il nome Mahanada è a cura di quattro musicisti che hanno unito le loro forze da poco, ma hanno le idee molto chiare soprattutto per quanto riguarda il significato della loro musica. Miscelando con intelligenza strumenti di tradizione indiana con strumenti cosiddetti europei e usando con parsimonia sintetizzatori e strumenti elettronici, il gruppo ci prende per mano nel
brano iniziale Promenade e ci fa visitare i luoghi del "suono".

JAZZIT Italian Jazz Magazine

“Eccezionale è il cd di Mahanada, contenente una musica trasversale in cui il jazz si fonde con seduzione e incanto alla tradizione mediterranea, a suggestioni appartenenti al mondo musicale indiano, all’uso intelligente dell’ elettronica.I musicisti si arricchiscono e si completano vicendevolmente nel divenire musicale e nessuno si impone sugli altri in un gioco di squadra in cui ognuno offre il proprio contributo essenziale piegandosi alle esigenze del gruppo senza perdere la propria identità stilistica”
Giuseppe Alfredo Restuccia,
IL NUOVO SOLDO

“Impostazione orchestrale: un camerismo sorretto dal pianoforte e dai due fiati, con lunghe parti solistiche incastonate in un tappeto ritmico arcano fortemente reiterato”
MUSICA JAZZ

 

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